Calle degli Asini, l’antica mulattiera

Un’aria trasandata, apparentemente poco raccomandabile, fredda ed austera, un soprannome che ha soppiantato il nome ufficiale. Così si presenta Calle degli Asini, l’antica mulattiera di Conegliano. Già dal primo incontro non può lasciarti indifferente, in negativo o in positivo, come tutto ciò che ha personalità. Non è per niente bella, ma è interessante ed evocativa.

Quando si sente pronunciare il suo soprannome, Calle degli Asini, si odono immediatamente il rumore degli zoccoli degli asinelli che salgono fino al colle trasportando provviste o strumenti di lavoro. Se tirate un po’ gli occhi ed usate un po’ la fantasia, riuscirete anche a vedere due o tre di questi animali che con estrema lentezza, ma infinita pazienza, adempiono al compito che è stato loro affidato.

Per i Coneglianesi, non è questo il motivo per il quale, per secoli, è stata chiamata Calle degli Asini. Il motivo reale risalirebbe al lontano 1233. Il 15 giugno di tale anno, i Coneglianesi vincono una battaglia contro i vicini Trevigiani e catturano 18 cavalieri e 29 fanti. Per celebrare la vittoria, pare che i miei vittoriosi concittadini si siano fatti trasportare fino al castello sulla schiena dei prigionieri, usati appunto come asini. Dicono che sia una leggenda, ma per quale motivo non dovremmo credere che sia successo davvero?

Se vi capita di percorre Calle degli Asini, non fermatevi solamente alla sua apparenza. Fatevi trasportare da ciò che racconta del suo passato e prestate attenzione anche ad alcuni dettagli tangibili del suo passato: la pavimentazione, fatta con sassi di fiume e chiamata codolà, i resti di alcune delle antiche strutture difensive e, alla fine della via, l’Oratorio di Santa Maria Annuziata (XVI secolo).

Solo nel 1955 questa breve e stretta via assume la denominazione attuale, Calle Scoto de Scoti, ma questa è una storia che vi racconterò un’altra volta.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *