La mamma (Le donne della mia vita)

La prima della lista non poteva che essere lei: la mamma. Forse scontato, forse banale.

Non è perfetta, non è la migliore madre del mondo, ma è la migliore madre per me. È talmente cocciuta che, se si dovesse arrabbiare e decidesse di tirare una testata al petto di qualcuno, riuscirebbe a stendere non solo Marco Materazzi, ma l’intera squadra italiana… altro che Zinedine Zidane! Qualsiasi scambio di opinioni avrete con lei, ne uscirete sconfitti o delusi. La sua cocciutaggine, però, è anche la sua forza: indipendentemente dalla pendenza della salita, lei è sempre arrivata in cima.

Per anni ha lavorato per la maggior parte dei mesi dell’anno in Germania: un posto che non ha mai sentito suo, una terra senza sole, una lingua che non è mai riuscita ad imparare realmente. Poi, quando io ho iniziato la prima elementare e mio papà continuava a lavorare in Germania, per la maggior parte dei mesi dell’anno, si è occupata da sola di me e mio fratello qui in Italia. Ci portava a scuola e ci veniva a prendere, ci seguiva nei compiti e nelle attività pomeridiane, ci preparava da mangiare, puliva la casa, si occupava del cortile e del giardino, ci sgridava, giocava con noi, ci metteva in punizione, cambiava le lampadine bruciate, sistemava le perdite d’acqua dei lavandini, ci metteva a letto, rispondeva alle nostre domande, cambiava l’olio alla macchina.

Faceva tutto.
Faceva da mamma.
E faceva da papà, quando lui non c’era.
Solo ora capisco quanto deve essere stata dura per lei.

Poi, durante le vacanze scolastiche, raggiungevamo nostro papà in Germania e, per non farsi mancare nulla e per rilassarsi un po’, mia mamma riprendeva a lavorare sette giorni su sette. Per anni non ha fatto un singolo giorno di vacanza, neanche nel periodo invernale.

Si è dedicata totalmente a noi, alla sua famiglia. Prima c’eravamo noi e poi, forse, lei. Mai un lamento, mai un tentennamento, mai una recriminazione, mai un rinfacciamento. Ha dato tutto affinché io e mio fratello crescessimo con una solida guida, spensierati, equilibrati e liberi di vivere le esperienze e le tappe della nostra fanciullezza e adolescenza. Ha sempre usato il buon senso ma, quando capiva che questo non era sufficiente, si rivolgeva a qualche esperto del settore per farsi consigliare e per comprendere meglio la questione. È una donna intelligente, ma estremamente umile: non ha mai nascosto di ignorare moltissime cose.

Quindi?
Nonostante la cocciutaggine.
Nonostante le sgridate.
Nonostante i “Prima di accendere la TV, devi chiedermi il permesso”.
Nonostante storpi non solo le parole straniere, ma anche molte parole italiane.
Nonostante avesse l’uccellino che le raccontava tutto e quindi era impossibile mentirle.
Nonostante i “Finché tutti non hanno finito di mangiare, non ci si alza da tavola”.
Nonostante la camera da letto con costante temperatura polare.
Nonostante il Game Boy fosse per lei il Pinci Ponci, i Coco Pops fossero i Cipi Ciopi.
Nonostante l’assenza di bibite e merendine in casa.
Nonostante i “Se decidi di iscriverti a nuoto, ricordati che non potrai saltare neanche mezza lezione, a meno che tu non sia in punto di morte”.
Nonostante una tovaglia o una maglietta intima debbano essere usate per almeno vent’anni prima di poterle buttare.
Nonostante i “Non mi interessa, se la professoressa ti ha ripreso, significa che aveva un valido motivo per farlo”.
Nonostante sul divano fosse vietato mangiare qualsiasi cosa.
Nonostante i “Se stai male e domani non puoi andare a scuola, allora non puoi andare neanche alla festa di compleanno della tua amica”.
Nonostante tutto ciò, non la cambierei con nessun’altra mamma al mondo.

Lei e la mia mamma.
E non lo è perché alle ore 11.06 del 14 gennaio 1984 mi ha messa al mondo.
Lo è per tutto ciò che è stata a partire dalle ore 11.07 di quel giorno.

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