Le amiche vecchie (Le donne della mia vita)

Sceglierne una è impossibile. Sono come le dita di una mano. Ogni dito ha una propria lunghezza, un proprio aspetto, una propria abilità, un proprio limite. Ogni dito è indispensabile per formare una mano. E una mano è un aiuto preziosissimo all’interno di ogni singola giornata e, soprattutto, una compagna che guida i momenti più importanti della tua vita.
Con la mano ti lavi.
Con la mano accarezzi chi ami.
Con la mano porti il cibo alla bocca.
Con la mano esulti per le vittorie.
Con la mano prepari da mangiare.
Con la mano gesticoli.
Con la mano apri la porta di casa.
Con la mano sfogli le pagine di un libro.
Con la mano mandi a quel paese chi ti fa arrabbiare.
Con la mano tieni il volante dell’automobile.
Con la mano scrivi.
Con la mano saluti.
E tanto altro.

Le mi cinque amiche vecchie sono così: cinque dita di una mano che, da anni, mi accompagna nel percorso della mia vita.

Pollice, indice, medio, anulare e mignolo.
Elisabetta, Silvia, Donatella, Claudia e Valentina.

Elisabetta, cuore e testa.
Silvia, disciplina e rigore.
Donatella, irriverenza ed entusiasmo.
Claudia, eleganza ed equilibrio.
Valentina, sarcasmo e forza di volontà.

Il palmo della mano le tiene unite. Il palmo della mano è l’intelligenza, la passione per lo sport, il saper ascoltare, la spontaneità, l’amore per la lettura e la cultura, la sete di conoscenza, la stima reciproca, il desiderio di viaggiare, la generosità.

Ognuna di loro è una forza della natura. Tutte insieme sono un uragano.
Ognuna di loro ha i propri colori. Tutte insieme sono un arcobaleno.
Ognuna di loro ha le proprie caratteristiche e i propri punti di forza. Tutte insieme sono una fonte inesauribile di ispirazione.
Ognuna di loro è donna, lavoratrice, compagna e madre. Tutte insieme sono insuperabili.

Quando penso a loro, l’associazione che si forma spontaneamente nella mia testa è con l’acqua clorata. L’acqua di piscina. Infatti è grazie alla piscina comunale della mia città che ho conosciuto Donatella, Valentina, Elisabetta e Claudia. Le prime tre erano sono state mie allieve, Claudia nuotava, invece, nella corsia vicina. Mi sono piaciute fin da subito, ma inizialmente si trattava solamente di un bel rapporto insegnante-allieva. Con il tempo, in maniera inaspettata, ma assolutamente spontanea, si è trasformato in un rapporto d’amicizia. Silvia è arrivata dopo, quando me l’hanno presentata, ma ha rapidamente recuperato lo svantaggio iniziale.

Nonostante viviamo a pochissimi chilometri l’una dall’altra, non ci frequentiamo spesso. Quando, però, riusciamo ad organizzare una cena, una gita, una serata o un incontro, il successo è garantito e torno a casa contenta. Non sono contenta semplicemente perché mi sono divertita. Sono contenta perché, passando del tempo con loro, sono cresciuta e migliorata come persona. Non dovrebbe essere forse questo il fine ultimo di ogni vera amicizia?

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