TEDx di Castelfranco Veneto e AFS Intercultura di Conegliano: due realtà locali diversamente identiche. Cos’hanno in comune?

Questa settimana, per motivazioni differenti, sono entrata in stretto contatto con il team di TEDxCastelfrancoVeneto e con quello di AFS Intercultura Conegliano.

I TEDx sono delle conferenze locali ed auto organizzate il cui format si ispira al marchio di conferenze statunitensi TED (Technology Entertainment Design) e gestite dall’organizzazione privata non-profit The Sapling Foundation che ha come obiettivo di condividere “ideas worth spreading” ovvero idee che vale la pena diffondere.

AFS Intercultura è un’associazione che promuove e finanzia programmi scolastici internazionali con l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale e contribuire alla costruzione di una nuova educazione alla pace: ogni anno più di 2.200 studenti delle scuole superiori italiane trascorrono un periodo di studio all’estero e oltre 800 ragazzi da tutto il mondo vengono accolti nel nostro Paese.

Il team di TEDxCastelfrancoVeneto è formato principalmente da ragazzi e ragazze che frequentano l’università o che sono all’inizio del loro percorso professionale.

Il team di AFS Intercultura Conegliano è più variegato: c’è il ragazzo che frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori, ma c’è anche l’impiegata di 50 anni.

Gli interlocutori di TEDxCastelfrancoVeneto si trovano principalmente in Veneto o all’interno dei confini nazionali.

Gli interlocutori di AFS Intercultura Conegliano sono spari in tutto il Mondo.

Nonostante queste differenze e nonostante la distanza geografica, mi sono resa conto che TEDx di Castelfranco Veneto e AFS Intercultura di Conegliano mi avevano trasmesso energia ed emozioni molto simili. Perché? Perché lo scheletro che regge questi due gruppi di persone è il medesimo. Ed è composto da quattro elementi: il giocattolo, la pistola ad acqua, la penna e un paio di occhiali.

Il giocattolo
Il vocabolario Treccani definisce il giocattolo come “qualsiasi oggetto o prodotto, artigiano o industriale, che serve al gioco e al divertimento […] dei bambini”. È quindi uno strumento che viene utilizzato per giocare. E giocare è essenziale. Il gioco, infatti, è una delle attività più importanti per la crescita e la maturazione dell’essere umano: attraverso il gioco il bambino esprime la propria identità e sviluppa le capacità cognitive, creative, relazionali ed emotive. Il mondo della psicologia ne dà continue conferme. Essere parte di TEDxCastelfrancoVeneto o di AFS Intercultura Conegliano, ti permette di farlo. Ti permette di giocare, nonostante tu non sia più un bambino. Organizzare una conferenza TEDx o essere un volontario di AFS Intercultura significa dover memorizzare informazioni, analizzare problemi, prendere decisioni e gestire gli imprevisti che si presentano (capacità cognitive); significa dover fare brainstorming per scegliere il tema dell’evento TEDx o per decidere come promuovere nel territorio il progetto educativo di AFS Intercultura (capacità creative); significa dover imparare a confrontarsi continuamente con persone diverse: gli altri volontari, gli sponsor, gli speaker invitati o le strutture gemelle nel resto del mondo (capacità relazionali); significa dover affrontare e gestire emozioni contrastanti: euforia, disappunto, felicità, paura, gioia, nervosismo (capacità emotive). Vi sembra poco?

Giocare è anche mettersi in gioco. Quando decidi di diventare un volontario di TEDx o di AFS Intercultura, quando decidi di salire sul palco di una conferenza TEDx o di partire per un anno di studi all’estero, quando decidi di sponsorizzare un TEDx o di ospitare un ragazzo straniero che trascorrerà in Italia il suo anno di studio all’estero, allora decidi di metterti in discussione, di rischiare a livello personale, di confrontarti con ciò che (e con chi) non conosci, di uscire dalla tua comfort zone. Appunto, ti metti in gioco.

La pistola ad acqua
Capiterà, con maggiore o meno intensità, per un lasso temporale più o meno lungo, ma capiterà. Che tu stia trascorrendo una anno all’estero o che tu stia organizzando la conferenza TEDx nella tua città, ti sentirai talmente giù di morale che vorresti solamente isolarti da tutto e da tutti e mettere la testa sott’acqua. Vorresti avere le orecchie piene di acqua in modo da non sentire più nulla e rimanere lì per un tempo infinito. Giocare e mettersi in gioco è bello, è vero, ma è anche estremamente spossante a livello mentale ed emotivo. Ti prosciuga. Quello che mi ha colpito particolarmente è scoprire che il 70% degli studenti che decidono di trascorre un anno all’estero si fa un bel giro sulle montagne russe. No, non sto scherzando. Molti studi dimostrano che la permanenza all’estero è caratterizzata da quattro macro fasi dello stato emotivo di questi studenti: la luna di miele; lo schock culturale, la ripresa e l’adattamento. Ecco la rappresentazione grafica:

Se siete interessati ad approfondire la tematica, potete leggere l’articolo pubblicato sul sito dell’Università di Warwick.

La penna
Con la penna si scrive. Con al penna si cancella. Con la penna si aggiunge. Con la penna si ri-scrive. Se vivi un’esperienza con TEDx o con AFS Intercultura della tua città, acquisisci nuove competenze e abilità, vedi le tue fermezze o le tue convinzioni sgretolarsi sotto i piedi, scopri tuoi pregi e tuoi difetti che non immaginavi di possedere, vieni in contatto con persone, realtà o concetti che sono sempre stati lontani dal tuo mondo, ti accorgi che alcune tematiche che prima snobbavi sono diventate per te fondamentali e viceversa. Insomma, se ti avvicini a TEDx o AFS Intercultura, si ritrovi presto, e senza rendertene conto, a scrivere e riscrivere la tua persona.

Gli occhiali
Gli occhiali sono lo strumento per osservare il mondo, ma sono anche un filtro tra te e il mondo stesso. Per chi ha fatto parte di TEDx e di Intercultura, queste due esperienze diventano un paio di occhiali con un’apertura più ampia verso l’esterno, ma contemporaneamente con un filtro più spesso. Infatti da un lato c’è maggiore curiosità verso la novità e l’ignoto e una maggior abilità di percepire le diverse sfumature; dall’altro le conoscenze acquisite permettono di selezionare ciò che (o chi) vale la pena far entrare dentro di noi. Mi raccomando, ogni tanto bisogna ricordarsi di ripulire con cura gli occhiali, altrimenti diventano solamente un filtro. E questo non è mai un bene.

E voi cosa mi dite? Quali sono il giocattolo, la pistola d’acqua, la penna e gli occhiali che avete incontrato nella vostra città?

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